Marano di Confindustria Radio Tv: Le Big Tech devono restituire valore agli editori

Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, lancia un appello affinché le grandi piattaforme digitali restituiscano valore agli editori per salvaguardare il pluralismo informativo.

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Antonio Marano durante un intervento

In Breve

Qual è l'allerta di Antonio Marano riguardo alle Big Tech?
Marano avverte che le Big Tech stanno impoverendo l'ecosistema editoriale e trasferendo potere dalle istituzioni nazionali.
Che impatto ha avuto Internet sugli investimenti pubblicitari?
Internet concentra circa tre quarti degli investimenti pubblicitari nei cinque maggiori mercati europei.
Quali misure propone Marano per tutelare gli editori?
Propone il consenso preventivo per l'uso dei contenuti e l'inversione dell'onere della prova.

Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, ha recentemente lanciato un allarme riguardo al crescente potere delle grandi piattaforme digitali e degli operatori di intelligenza artificiale. Secondo Marano, la concentrazione di tecnologia, dati e attenzione sta trasferendo potere dalle istituzioni nazionali alle Big Tech, impoverendo l’ecosistema editoriale.

Le piattaforme, sostiene Marano, raccolgono e monetizzano contenuti prodotti da giornalisti, autori e professionisti senza riconoscerne adeguatamente il valore. Questo fenomeno ha ricadute significative su stampa, radio, televisione ed editoria libraria, spingendo Marano a chiedere che chi preleva valore lo restituisca.

A livello economico, Marano evidenzia come Internet concentri ormai circa tre quarti degli investimenti pubblicitari nei cinque maggiori mercati europei. Inoltre, segnala un preoccupante calo del mercato radiotelevisivo, passato da quasi 9,7 miliardi di euro nel 2011 a circa 7,5 miliardi nel 2025, una riduzione che si avvicina al 25% in quindici anni, secondo dati forniti dall’Agcom.

Marano mette in guardia anche sui rischi legati all’avanzata dell’intelligenza artificiale, che potrebbe accelerare lo svuotamento del traffico verso le testate giornalistiche attraverso meccanismi di risposta diretta agli utenti e modelli ‘zero click’. Questi sviluppi potrebbero trasformare l’intermediazione in sostituzione, minacciando ulteriormente la sostenibilità economica degli editori.

Per contrastare questa dinamica, Marano propone l’implementazione di un consenso preventivo per l’uso dei contenuti e l’inversione dell’onere della prova. In altre parole, chi sviluppa l’intelligenza artificiale dovrebbe dimostrare di avere il diritto di utilizzare i materiali degli editori. Inoltre, chiede misure che riportino parte del valore raccolto dalle piattaforme agli editori.

Nonostante riconosca l’introduzione dell’equo compenso con la delibera Agcom 3/23/CONS, Marano lo considera insufficiente e sollecita interventi rapidi: non anni, ma mesi, per evitare danni irreversibili al settore. Rivolge un appello alla politica affinché stabilisca principi chiari e fornisca ad Agcom, Antitrust e altre autorità competenti poteri e risorse adeguate per interventi tempestivi, mirati a tutelare cultura, identità e pluralismo informativo.

Il 21 ottobre, Marano porterà al tavolo di confronto rappresentanti della radiotelevisione, della stampa e dell’editoria libraria, con l’obiettivo comune di affrontare il rischio di un progressivo indebolimento delle garanzie democratiche legate alle logiche estrattive delle piattaforme.