Rischi e opportunità dell’IA nei consigli finanziari: la FCA lancia l’allerta

La FCA mette in guardia sui rischi legati all'uso di chatbot IA per consigli finanziari, evidenziando un vuoto normativo e la necessità di maggiore regolamentazione.

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Chatbot IA e consigli finanziari

In Breve

Quali sono i rischi dell'uso di chatbot IA per consigli finanziari?
I chatbot IA non sono regolamentati dalla FCA, quindi gli utenti non hanno accesso a protezioni legali in caso di errori.
Come si sta affrontando il gap normativo?
La Mills Review ha raccomandato all'FCA di rivedere le normative relative ai consigli finanziari forniti tramite IA.
Cosa devono fare le imprese fintech per ridurre i rischi?
Devono distinguere tra informazioni generali e raccomandazioni personalizzate e implementare supervisione umana.

La Financial Conduct Authority (FCA) ha recentemente sollevato preoccupazioni riguardo all’uso crescente dei chatbot basati su intelligenza artificiale (IA) per fornire consigli finanziari. Secondo l’ente, oltre un quarto dei consumatori nel Regno Unito si affida a questi strumenti, ma la mancanza di regolamentazione solleva interrogativi sulla sicurezza e sull’affidabilità delle informazioni ricevute.

I modelli linguistici di grande dimensione, come ChatGPT e Claude, non rientrano attualmente nel perimetro regolatorio dell’FCA. Ciò significa che gli utenti che si rivolgono a questi chatbot per orientamenti finanziari non ricevono consulenze regolamentate e non hanno accesso a servizi di protezione come il Financial Ombudsman Service o il Financial Services Compensation Scheme in caso di errori.

Studi recenti indicano un aumento della fiducia verso l’IA nella gestione del denaro, con tassi di utilizzo che variano tra il 40% e il 68% in specifici segmenti. Tuttavia, le prove comparative mostrano che i chatbot tendono a ignorare il contesto emotivo e situazionale, offrendo risposte generiche o sbilanciate, specialmente riguardo a mercati esteri. Un esempio preoccupante è quello di un modello che ha fornito informazioni errate sulla regolamentazione di una piattaforma di criptovalute, erroneamente ritenuta conforme a normative in vigore.

Il gap normativo esiste perché la normativa finanziaria britannica si basa sull’attività svolta, piuttosto che sulla tecnologia utilizzata. Una raccomandazione personalizzata riguardo all’acquisto, alla vendita o alla detenzione di asset è considerata un’attività regolamentata, indipendentemente che provenga da un umano o da un algoritmo. Tuttavia, i chatbot non sono sempre presentati come consulenti regolamentati, generando ambiguità tra impatto finanziario e tutela normativa.

In risposta a queste problematiche, la Mills Review ha raccomandato all’FCA di rivedere l’ambito delle raccomandazioni finanziarie fornite tramite strumenti di IA. Questo processo di aggiornamento è già in corso, ma richiederà tempo per essere implementato efficacemente.

Per mitigare i rischi nel breve termine, le imprese fintech sono invitate a distinguere chiaramente tra informazioni generali e raccomandazioni personalizzate. Non basta un disclaimer come “not financial advice” per evitare responsabilità, poiché l’FCA valuta il contenuto più che la forma. È fondamentale implementare tracciabilità, audit trail e supervisione umana sulle risposte generate dall’IA, garantendo che ogni affermazione sia supportata da una responsabilità verificabile.

Inoltre, i dati disponibili suggeriscono che le interazioni con l’IA non migliorano necessariamente la percezione degli utenti. Un’analisi di oltre 330 milioni di recensioni ha mostrato punteggi medi inferiori quando l’IA era menzionata rispetto a quando non lo era. Pertanto, i consumatori che continuano a utilizzare chatbot per consigli finanziari sono esortati alla massima prudenza, poiché la protezione normativa non è garantita.