Nuova Legge sul Cinema: Creazione di un’Agenzia e Riforma degli Aiuti
La Camera approva il disegno di legge che istituisce un'Agenzia per il Cinema e riforma gli aiuti per il settore audiovisivo.

In Breve
- Quali sono le principali novità della nuova legge sul cinema?
- La legge prevede la creazione di un'Agenzia per il Cinema e un riordino degli aiuti per il settore audiovisivo.
- Quando entrerà in funzione l'Agenzia per il Cinema?
- L'Agenzia entrerà in funzione dal 1 gennaio 2028.
- Quali sono i principali obiettivi della riforma?
- I principali obiettivi includono la gestione dei fondi, l'attuazione delle politiche e il supporto per produzioni di qualità.
La Camera dei Deputati ha recentemente dato il via libera in commissione al disegno di legge che riforma la disciplina del Cinema e dell’Audiovisivo. La discussione in Aula è prevista per il 31 luglio. Questo provvedimento, frutto di un accordo tra maggioranza e opposizione, è stato definito «davvero eccezionale» da Angelo Zaccone Teodosi, presidente di IsICult.
Una delle principali novità introdotte dalla legge è la creazione di un’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, che entrerà in funzione dal 1 gennaio 2028. Questa agenzia sarà un ente pubblico autonomo, con funzioni operative attualmente svolte dalla Direzione generale del ministero della Cultura. Tra le sue responsabilità ci saranno la gestione dei fondi, l’attuazione delle politiche, l’internazionalizzazione, la raccolta dati, l’attrazione di produzioni estere e il coordinamento delle Film Commission. Il ministero della Cultura si occuperà invece della regia politica, della vigilanza strategica e delle ispezioni.
Per garantire l’avvio dell’Agenzia, sono stati autorizzati 4,5 milioni di euro all’anno a partire dal 2027. Il direttore dell’Agenzia sarà nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministero della Cultura, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri. È importante notare che l’Agenzia non avrà il potere di scrivere o modificare gli schemi di aiuto, che rimarranno definiti nella legge e nei decreti.
Il testo della legge si ispira al modello francese, evidenziando come un sistema simile funzioni da decenni, a patto che l’ente disponga di autonomia e risorse pluriennali certe. Accanto all’Agenzia, è previsto anche il Forum del cinema e dell’audiovisivo, un organo permanente di consultazione composto da esperti e rappresentanti della filiera, che avrà il compito di valutare le politiche pubbliche e monitorare l’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore.
Un aspetto cruciale della riforma è il riordino degli aiuti. Il governo avrà una delega di 24 mesi per ristrutturare il sistema di tax credit, i contributi selettivi e i meccanismi di controllo. Sarà introdotta la figura del responsabile dei crediti d’imposta e verranno rafforzate le verifiche sulla congruità dei costi e sui comportamenti elusivi. I contributi selettivi dovranno privilegiare opere prime e seconde, giovani autori e produzioni di qualità, con limiti per progetti con investimenti superiori a 5 milioni di euro e una corsia riservata ai produttori indipendenti.
Dal 2028, il credito d’imposta per le sale cinematografiche sarà sostituito da contributi diretti non tassati, destinati al funzionamento, alla riapertura degli esercizi inattivi, alle ristrutturazioni e alla trasformazione degli spazi in presidi culturali. Saranno previsti incentivi per le aree con pochi schermi e maggiorazioni per le sale storiche. Per facilitare l’accesso al credito, il testo prevede garanzie pubbliche fino all’80% dei finanziamenti e apre alla cartolarizzazione di contributi, crediti d’imposta e ricavi futuri derivanti dalla vendita dei diritti.
In merito all’aspetto occupazionale, la legge riconosce la natura discontinua del lavoro nel settore dello spettacolo e riforma l’indennità. L’accesso richiederà almeno 51 giornate contributive nei dodici mesi precedenti, con un trattamento pari all’80% della retribuzione media, che salirà all’85% con almeno 80 giornate. Inoltre, sarà istituito un fondo di 10 milioni di euro all’anno per il periodo 2027-2030, destinato ad artisti e maestranze in emergenza pensionistica.
Infine, cambia il meccanismo di selezione dei progetti: i contributi saranno assegnati da una commissione di venti esperti, sorteggiati da una rosa di trenta candidati e compensati con 35.000 euro lordi all’anno. Sebbene il sorteggio non elimini il rischio di scelte opache, sposta il problema alla modalità di costruzione della lista iniziale. La legge è ampia e molte disposizioni saranno attuate tramite decreti successivi, affidando a questi ultimi una parte significativa del cambiamento normativo.
