L’intelligenza artificiale: un’opportunità strategica per le PMI italiane
L'intelligenza artificiale si presenta come una grande opportunità per le piccole e medie imprese italiane, ma l'adozione è ancora disomogenea.

In Breve
- Qual è il potenziale dell'AI per le PMI italiane?
- L'AI può migliorare prodotti e processi, rappresentando un'opportunità di crescita significativa.
- Quali sono le attuali statistiche sull'adozione dell'AI in Italia?
- L'84% delle grandi imprese ha adottato l'AI, mentre solo l'8% delle PMI ha avviato progetti strutturati.
- Cosa è necessario per favorire l'adozione dell'AI?
- È fondamentale rafforzare la collaborazione tra imprese e università e investire in competenze.
L’intelligenza artificiale: un’opportunità strategica per le PMI italiane
L’intelligenza artificiale (AI) sta diventando un elemento fondamentale nella quotidianità delle imprese italiane, rappresentando una grande opportunità di crescita e sviluppo, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI). Questo tema sarà al centro del Forum Ai.Dea, che si terrà il 16 e 17 ottobre a Bologna, organizzato da Confindustria e Nomisma, e dedicato all’interazione tra AI e mondo imprenditoriale.
Il potenziale dell’AI per le PMI
Secondo Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria e Nomisma, l’AI è accessibile, poco costosa e altamente adattabile ai modelli produttivi italiani. Nella sua esperienza, l’implementazione dell’AI ha portato a significativi miglioramenti nella qualità dei prodotti e nella produttività, consentendo di scoprire soluzioni innovative e percorsi di sviluppo precedentemente non considerati.
Un mercato in crescita, ma con disuguaglianze
Il mercato dell’AI in Italia è attualmente stimato attorno ai 1,8 miliardi di euro, con una proiezione di crescita del 50% prevista tra il 2024 e il 2025. Tuttavia, l’adozione dell’AI avviene a due velocità: mentre l’84% delle grandi imprese ha già acquisito licenze per l’AI generativa, solo l’8% delle PMI ha avviato progetti strutturati. Questo posiziona l’Italia al diciottesimo posto tra i 27 Paesi dell’Unione Europea per quanto riguarda l’adozione dell’AI.
Adattabilità dell’AI al sistema industriale italiano
L’AI si dimostra particolarmente adatta al sistema industriale italiano, grazie alla sua capacità di offrire prodotti su misura e di occupare nicchie di mercato. Inoltre, può contribuire a contrastare il calo demografico e il deficit di competenze, sempre che si investa in formazione e nello sviluppo di figure professionali capaci di interpretare le esigenze delle imprese.
Rafforzare la collaborazione tra imprese e università
Per favorire l’adozione dell’AI, è fondamentale migliorare il rapporto tra imprese e istituzioni accademiche, colmando il divario tra idee e competenze applicative. È necessario anche snellire le procedure attraverso politiche pubbliche che eliminino colli di bottiglia, richiamando l’esperienza acquisita con le politiche Industria 4.0 e 5.0.
Esempi di applicazione e sfide future
Tra gli esempi di applicazione dell’AI, si evidenziano l’uso di istruzioni in linguaggio naturale in gruppi di programmatori e la possibilità di fornire assistenza medica a distanza in contesti con bassa densità di servizi. Alberto Tripi, presidente di Almaviva, definisce l’AI come un’intelligenza aumentata, sottolineando che, sebbene l’AI sia indispensabile, non può sostituire l’apporto umano.
Conclusioni
In conclusione, l’adozione dell’AI non è opzionale per le imprese italiane. Essa offre numerosi benefici nella gestione di prodotti, processi e decisioni di mercato. Tuttavia, per realizzare pienamente il suo potenziale, è necessario investire in competenze interne e collaborare con il sistema della ricerca per formare le nuove professionalità richieste.
