Esposizione di 220 milioni di record di viaggiatori: un allerta sulla sicurezza dei dati
Un archivio contenente dati di passeggeri e membri dell'equipaggio è rimasto esposto a causa di misconfigurazioni, rivelando 220 milioni di record.

In Breve
- Cosa ha causato l'esposizione dei dati?
- L'esposizione è stata causata da una serie di misconfigurazioni di un archivio cloud.
- Quanti record sono stati esposti?
- Circa 220 milioni di record di viaggiatori sono stati esposti.
- Quali tipi di dati sono stati compromessi?
- Sono stati compromessi dati personali identificativi, come nomi, date di nascita e numeri di passaporto.
Un grave incidente di sicurezza ha coinvolto un archivio cloud che ha esposto circa 220 milioni di record di viaggiatori, inclusi dati sensibili di passeggeri e membri dell’equipaggio. La scoperta è stata effettuata da ricercatori che hanno individuato un cluster Elasticsearch accessibile a causa di una serie di misconfigurazioni, rendendo disponibili dati creati tra gennaio 2017 e aprile 2026.
L’archivio, che comprendeva 29 indici per un totale di circa 107 GB di dati, sembra essere stato generato da un sistema di Advance Passenger Information System (APIS). Tra le informazioni esposte si trovano nomi, date di nascita, nazionalità, numeri di passaporto e dettagli sui documenti di viaggio. Inoltre, sono stati rivelati dati relativi a sesso, date di scadenza dei documenti, paesi di emissione, compagnie aeree, aeroporti di partenza, destinazione e transito, assegnazioni di posto e riferimenti bagaglio.
Non è stato possibile attribuire con certezza l’operatore del sistema; tuttavia, l’infrastruttura risultava ospitata in blocchi IP assegnati a Viettel e localizzata ad Hanoi. I due indici principali contenevano rispettivamente 210.318.069 record passeggeri e 10.465.631 record equipaggio, con voci relative a persone che hanno viaggiato da, verso o tramite il Vietnam, inclusi cittadini canadesi, cinesi, coreani e neozelandesi. L’archivio non è limitato a una singola compagnia aerea, ma include vettori da Asia-Pacifico, Europa e Medio Oriente.
La scoperta è stata segnalata il 3 giugno alle autorità vietnamite e a diverse compagnie aeree coinvolte, oltre al CERT nazionale. L’archivio è stato reso inaccessibile l’8 giugno, grazie agli sforzi del team di sicurezza di Singapore Airlines, che ha coordinato le attività di contenimento e ha coinvolto le parti interessate.
Attualmente, non ci sono evidenze che attori malevoli abbiano avuto accesso ai dati o che questi siano stati esfiltrati. Non sono state trovate prove di vendita dell’archivio sul dark web né rivendicazioni pubbliche da parte di gruppi di hacking. Tuttavia, le misconfigurazioni di database e la scarsa visibilità sull’infrastruttura cloud sono state identificate come cause ricorrenti di fughe di dati. Cassius Edison, COO di Closed Door Security, ha sottolineato che la complessità delle tecnologie gestite e la mancanza di audit facilitano errori di configurazione. Ha raccomandato l’impiego di penetration test e verifiche di sicurezza indipendenti per prevenire tali incidenti.
Nel 2026, si sono verificati altri significativi incidenti di esposizione di dati, tra cui centinaia di milioni di record da un fornitore di identità e oltre tre miliardi di record derivanti da un database MongoDB mal configurato. Questo caso mette in evidenza la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza dei dati nel settore della tecnologia e dei trasporti.
